..durante il corso di affettività. Pericolo scampato, allora? In realtà, no. Mia figlia, con i suoi compagni di classe, ha seguito un percorso di educazione affettiva durante l'anno scolastico - anche a distanza - ma in quinta elementare! Le domande a tema invece arrivano molto prima a mamma e papà e ad un bambino di quattro o cinque anni non si può certo rispondere usando termini tecnici e parlando di gameti, ovuli ecc. Ma si può provare a cavarsela leggendo insieme qualche libretto ad hoc, scritti da pedagogisti esperti di quella fascia d'età, o più semplicemente chiedere a mamme di bambini un po' più grandi cosa hanno raccontato loro. Senza dimenticare di usare un po' di fantasia, raccontando l'amore di mamma e papà come una fiaba a lieto fine (una classica versione della storia è: il papà e la mamma si sono abbracciati fortissimo e il papà in questo abbraccio ha passato alla mamma un semino, che poi è cresciuto nella sua pancia e si è trasformato in un bambino/a). E poi c'è la scuola. Nei programmi di scienze si insegna come è fatto il nostro corpo e come funziona l'apparato riproduttivo, ma nessuno fa educazione sentimentale, cioè nessuno parla del sesso come componente delle relazioni. Ben vengano allora adesso lo psicologo e il "progetto affettività", che tratta l'educazione emotiva e sessuale, ma da parte dei genitori delegare tutto ad altri, compreso il web, non è una buona idea: online si trovano informazioni ambigue, che mandano i ragazzi in confusione, e e li mettono a disagio e il rischio di incappare in siti pedopornografici e vedere immagini e filmati violenti o comunque non adatti è molto alto, specialmente se i nostri figli si trovano da soli davanti allo schermo del pc o del cellulare. Con l'effetto che di ottenere le conseguenze che i genitori temono maggiormente, che non è quello di rendere i figli più attivi e precoci, ma di esporli ad un'idea del sesso come performance, come semplice atto fisico o pieno di stereotipi negativi soprattutto verso le donne. Parlare di sessualità e affettività insieme serve a rendere i bambini più consapevoli, a combattere i pregiudizi di genere e a capire che il corpo e la mente non sono disconnessi: non c'è solo l'aspetto riproduttivo da considerare, ma il rispetto, la reciprocità, la chiarezza delle proprie emozioni. Durante l'adolescenza i genitori vengono percepiti come invadenti e di certo i figli non raccontano spontaneamente le loro cotte e i loro primi approcci, per paura di un rimprovero, o peggio, di una ramanzina: non c'è niente di peggio di un genitore che inizia a fare il sermone su un aspetto privato della propria vita (sono stata adolescente anche io), parlando non per conoscere o per capire, ma per istruire. E soprattutto, per assicurarsi che la parte "sanitaria" della cosa sia stata gestita in sicurezza - aspetto molto importante e per niente trascurabile, ma imbarazzante per tutti come argomenti di conservazione. Come comportarsi, allora? Si può provare, da genitori, a mettersi a disposizione, parlando per primi: di sé stessi, delle proprie paure e insicurezze nell'adolescenza, delle persone con cui ci si confidava e ci si confrontava, dell'aiuto ricevuto per capire meglio i propri sentimenti in quel momento. Quali consigli dare? Sicuramente, che non bisogna fare qualcosa solo per accontentare o compiacere gli altri, ma solo se fa piacere anche a loro; se una persona la sentono troppo diversa o incompatibile, se ne devono allontanare senza vergogna o sensi di colpa. Prima di tutto il rispetto per sé stessi.
Una convinzione che sembra appartenere anche alle generazioni più giovani: una persona è bella solo se risponde a canoni precisi e l'altezza è uno di questi. Mia figlia, che ora ha quasi tredici anni, ha chiesto alla fisiatra chela sta curando per un principio di scoliosi se secondo lei potrà arrivare ad un metro e settanta di statura (pia illusione dovuta al fatto che il papà è alto circa un metro e ottanta). Alla risposta della dottoressa, che le ha prospettato 165 cm al massimo, è rimasta delusissima perché sperava di più, ma per fortuna non ha incolpato la mamma, che quanto alla statura si è fermata ben prima. E sapete perché? Ha subito realizzato che, sempre grazie al papà di cui sopra e a differenza della mamma, lei è magra. Ha un metabolismo veloce e mangia mille volte al giorno, naturalmente patatine e cioccolata sono gli snack preferiti e per fortuna non deve negarseli. Ci sono sue amiche che invece controllano il peso e l'alimentazione da tempo e sono abituate a rinun...
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