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Mamma,vado ad allenarmi!

Lo ha dichiarato mia figlia quando l'allenamento di atletica e il corso di nuoto sono stati sospesi. Lei è sempre stata una bambina molto energica e io non mi sono meravigliata che abbia aperto qualche tutorial su Youtube e cercato un programma di fitness per muoversi in casa e passare il tempo, ma in generale le bambine iniziano presto a preoccuparsi del loro aspetto fisico. Si confrontano con le amiche, raccontandosi i pasti, le merende (se le fanno) e le calorie e si scambiano informazioni che trovano in rete, ascoltando i discorsi delle loro mamme o leggendo le loro riviste. Ma anche su Tiktok, social top tra gli adolescenti, dove ragazzine un po' più grandi di loro esprimono la loro opinione su scelte alimentari di vario tipo. Le maestre, che a scuola insegnano la composizione dei cibi e degli alimenti, assistono ogni giorno, al momento del pranzo in mensa, a scene surreali: bambine che non mangiano la pasta, che fanno il bis di verdura ma non toccano il pane, che scelgono uno spuntino a base di frutta. Con tutte le energie di cui hanno bisogno, tra scuola, attività pomeridiane, studio e sport, già tra gli 8 e i 12 anni si preoccupano di non ingrassare. Trovare la causa di questo atteggiamento è difficile, anche perché alla domanda "come mai non mangi?", rispondono in maniera immediata "non mi piace" e, data l'età, gli adulti sono portati a crederci e a non insistere. Il primo segnale di un rapporto non corretto con il cibo è per esempio la scelta selettiva di un determinato alimento, consumato in maniera esclusiva, insieme al rifiuto di assaggiare qualsiasi altra cosa; è difficile capire se si tratta di capricci passeggeri o di una protesta contro le insistenze della mamma a mangiare, per riuscire a sfuggire al suo controllo.  Se anche alle feste di compleanno o in pizzeria con gli amichetti, un bambino non mangia, può essere distratto dal gioco; ma se il piatto non viene toccato nella quotidianità, a casa, bisogna tenere gli occhi aperti. Il cibo infatti non serve solo a riempire la pancia, ma è veicolo d'affetto e se il bambino in quel momento ha litigato con un amichetto o un familiare, il disagio può spingerlo a rifiutare il cibo per un paio di giorni. In adolescenza, la situazione può peggiorare. Le ragazze anoressiche non mangiano perché oltre al cibo cercano anche amore, attenzione, valorizzazione, ascolto, in generale una relazione migliore con la madre o una maggiore armonia familiare. Il rifiuto del cibo può nascere dal desiderio iniziale di perdere qualche chilo, per uniformarsi all'immagine di magrezza o imperante, o per somigliare a qualche amico/a. In più, la sensazione di avere il controllo sul proprio corpo e sulla propria vita nel periodo in cui si tenta di affrancarsi dall'influenza dei genitori costituisce una forte spinta, unita alla soddisfazione per la propria silhouette, ma senza la capacità e la maturità di fermarsi al momento opportuno. Va bene eliminare o ridurre, per qualche tempo, cibi grassi o pasticciati, riservandoli a qualche occasione speciale e abituando tutta la famiglia a mangiare frutta o verdura, cucinandola in maniera appetitosa (un'impresa titanica!). Nel mio caso è stato facile, mi piace molto passare il tempo ai fornelli e mia figlia assaggia tutto. Mangia anche i pasticci, ma ha preso il metabolismo del papà e non ingrassa (se io mangiassi come lei, per quantità e qualità, andrei in giro rotolando). E a proposito di stile di vita sano, anche delle attività da fare insieme, come una passeggiata, un picnic, un giro in bicicletta creano condivisione tra i membri della famiglia, diventano una consuetudine piacevole che consolida i legami e aiutano a smaltire qualche caloria. Come si guarda nostra figlia allo specchio? Si piace? Quando si prova un paio di pantaloni, un vestito o un costume da bagno in un negozio, storce il naso? Dice di avere la pancia? O non dice nulla ma la sua espressione tradisce delusione? Le ragazzine arrivano a pensare che un corpo perfetto apra qualsiasi porta e che il loro valore sia determinato dalla maggiore o minore aderenza a quei modelli, alle pubblicità, alle donne che "lavorano" in televisione (con quale ruolo o funzione? Di sostanza o decorativo?). I condizionamenti possono essere più forti dei valori o dell'educazione che, come genitori, pensiamo di aver trasmesso sull'importanza relativa dell'aspetto estetico. Non essere fissata con l'aspetto esteriore non significa essere sciatta o trascurata: tenersi in ordine e in forma, con la giusta alimentazione, uno sport, qualche cura ogni tanto è indice di rispetto per se stessi e per gli altri. Ma non deve essere un mezzo per essere amate o accettate da chi ci sta intorno, che ci dovrebbe scegliere per ben altri motivi, per esempio perché siamo capaci di farli stare bene.  Il concetto di bellezza, invece, è soggettivo e ognuno di noi è diverso. "La vera bellezza è essere se stessa.": bellissima frase della fotografa americana Kate Parker, autrice del libro "Belle forti. Ragazze che vogliono essere se stesse", nel quale ritrae bambine e ragazze in pose spontanee mentre si dedicano alle attività che amano, senza ansia da prestazione e preoccupazione rispetto alla resa nelle foto. E sono tutte bellissime. 

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