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Qualcuno ha detto "procrastinazione"?

Procrastinazione: il nuovo male del secolo? Di sicuro, una parola già usatissima nel nuovo anno, che ha sostituito resilienza ma non in senso positivo, anzi. Mentre la resilienza è una qualità che ci consente di resistere agli urti della vita, la procrastinazione è considerata un difetto perché invece di indurci ad agire, ci spinge a rimandare continuamente quello che dovremmo fare. Viviamo giornate pienissime, con ritmi serrati e tanti impegni, che sembrano tutti urgentissimi e soprattutto prioritari. Ma prioritari rispetto a cosa? A quanto pare, la nostra vita privata, la nostra tranquillità, la nostra soddisfazione a fine giornata non dipendono più dai noi stessi e dalla nostre emozioni, ma dalla quantità di impegni che siamo riusciti a concludere durante la giornata prima di andare a dormire. E così, dopo il lavoro - da svolgere sempre al massimo delle proprie risorse psicofisiche - bisogna accompagnare i figli a casa degli amici, a calcio, a scuola di musica perché anche loro devo...

2023, pensieri ..da grandi

Ed eccoci subito pronti per la prima importante tappa del nuovo anno: l'iscrizione alle scuole superiori. Dopo aver partecipato agli open day- non così tanti in realtà, una preselezione era già stata fatta -, aver valutato pro e contro e terminato l'ultimo girone eliminatorio, la decisione è stata presa e io sono qui ad aspettare che arrivi il fatidico giorno, per attaccarmi al pc, farmi amico lo Spid e iniziare la mostruosa procedura. Completandola, si spera (e in tutto questo dovrei anche rientrare al lavoro, ma che volete che sia). Ce la farò, insieme ad altre migliaia di genitori, ad uscire viva dalla piattaforma Miur guadagnandomi il salvifico messaggio "procedura di iscrizione completata con successo"??  A casa stiamo già precorrendo i tempi: qualcuno qui ha fretta di crescere, cambiare, andare. Negli anni ho visto lo stesso atteggiamento in tanti alunni di terza media, il desiderio che l'anno fosse finito a gennaio, la voglia di concludere il prima possibil...

Reselling vs paghetta, speriamo vinca la seconda..

Capitolo regali di Natale. Quando mia figlia era piccola riuscivo a raccontarle quanto fosse fortunata: nonostante Babbo Natale dovesse provvedere ai regali per migliaia di bambini, aveva la possibilità di passare a casa sua e poi a casa dei quattro nonni, dei cuginetti, delle amiche ... e andava bene tutto. Da quando si sa che Babbo Natale siamo noi, ogni anno l'inconsapevolezza dell'età si unisce alle mode e arrivano le richieste più disparate; e mentre per i libri ci affrettiamo a fare gli acquisti desiderati, la felpa  e le scarpe di questo o quell'altro brand mi scatenano reazioni allergiche all'istante. Con le necessità quotidiane ce la caviamo a buon mercato - devo ammettere che mi rivolgo alle catene low - cost perché la quantità è più importante della qualità, nella fase della crescita e delle attività "artistiche", tanto a lavare e a stirare ci pensa la mamma - ma per le occasioni particolari mi tocca la gran riserva. Proprio a me che odio entrare in...

Ritorno al futuro

Gennaio si avvicina e con l'anno nuovo ci aspetta un passo importantissimo: l'iscrizione alle scuole superiori. E' da un pò che ne parliamo, a casa; il papà fa il tifo per il liceo che ha frequentato da ragazzo e a cui è legatissimo da ricordi felici e non solo - lì nostra figlia avrebbe anche la possibilità di proseguire con gli studi di strumento musicale ma non rientra nei suoi progetti (si è cimentata, è stata ed è brava, ha studiato e imparato a suonare il flauto traverso ma questa esperienza probabilmente si concluderà a giugno prossimo) - e lui è stato subito messo a tacere. I o, quando ho osato prospettare un'alternativa, cioè un istituto tecnico ad indirizzo turistico, sono stata zittita da entrambi. E' anche vero però che non si può forzare una scelta così importante per il futuro e che i nostri figli devono sentirla propria, dal momento che nella scuola scelta trascorreranno cinque anni della loro vita. Allora s iamo andate a visitare i licei della città ...

Ufficio fluido...

e lavoro incauto. Troppo? Oramai tira aria di cambiamento e sognare non fa mai male. Ogni tanto su Fb compare un test, il cui topic è "se avessi potuto scegliere il lavoro dei tuoi sogni, oggi cosa saresti?". Il mio sogno da studentessa era diventare interprete parlamentare; mentre studiavo alla facoltà di lingue mi immaginavo in viaggio, in giro per l'Europa o per il mondo, ovviamente munita di appartamentino a Bruxelles (beata incoscienza), in tailleur durante le sedute del Parlamento europeo, con le cuffie e il microfono, in cabina e magari inquadrata nelle riprese di qualche telegiornale internazionale. Insomma, avevo accuratamente immaginato ogni dettaglio, talmente bene che poi non è successo e la mia vita ha preso una piega completamente diversa. Anche da insegnante ho sempre cercato di reinventarmi, uscire dagli schemi, trovare idee e progetti diversi dal solito, non solo per stimolare i miei alunni ma anche per continuare ad avere una motivazione nonostante il pa...

Il piano B

Bene, il dado è tratto. Si parte con il piano B della vita. Con gli ultimi soldi o il premio di uscita, se c'è, si investe: su un viaggio dall'altra parte del mondo, su un master in materie completamente diverse da quelle studiate o sulla creazione da zero di un'azienda online, insomma, su se stessi. Quello che si spera di ottenere, cambiando lavoro e stile di vita, è la libertà di gestire i propri orari, di avere del tempo a disposizione per dedicarsi anche ad altre attività, poter lavorare in qualunque luogo da remoto - anche in settori completamente diversi, mettendo a frutto una passione o una skill trasversale acquisita negli anni, che sia cucinare per 15 persone, organizzare un viaggio itinerante con bambini piccoli o diventare istruttore di qualche disciplina sportiva di cui si è appassionati. E le donne hanno anche in questo hanno fatto da apripista. Il lockdown dovuto al covid ha costretto molte di noi a ripensare all'organizzazione familiare e della vita quoti...