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Reselling vs paghetta, speriamo vinca la seconda..

Capitolo regali di Natale. Quando mia figlia era piccola riuscivo a raccontarle quanto fosse fortunata: nonostante Babbo Natale dovesse provvedere ai regali per migliaia di bambini, aveva la possibilità di passare a casa sua e poi a casa dei quattro nonni, dei cuginetti, delle amiche ... e andava bene tutto. Da quando si sa che Babbo Natale siamo noi, ogni anno l'inconsapevolezza dell'età si unisce alle mode e arrivano le richieste più disparate; e mentre per i libri ci affrettiamo a fare gli acquisti desiderati, la felpa  e le scarpe di questo o quell'altro brand mi scatenano reazioni allergiche all'istante. Con le necessità quotidiane ce la caviamo a buon mercato - devo ammettere che mi rivolgo alle catene low - cost perché la quantità è più importante della qualità, nella fase della crescita e delle attività "artistiche", tanto a lavare e a stirare ci pensa la mamma - ma per le occasioni particolari mi tocca la gran riserva. Proprio a me che odio entrare in...

Ritorno al futuro

Gennaio si avvicina e con l'anno nuovo ci aspetta un passo importantissimo: l'iscrizione alle scuole superiori. E' da un pò che ne parliamo, a casa; il papà fa il tifo per il liceo che ha frequentato da ragazzo e a cui è legatissimo da ricordi felici e non solo - lì nostra figlia avrebbe anche la possibilità di proseguire con gli studi di strumento musicale ma non rientra nei suoi progetti (si è cimentata, è stata ed è brava, ha studiato e imparato a suonare il flauto traverso ma questa esperienza probabilmente si concluderà a giugno prossimo) - e lui è stato subito messo a tacere. I o, quando ho osato prospettare un'alternativa, cioè un istituto tecnico ad indirizzo turistico, sono stata zittita da entrambi. E' anche vero però che non si può forzare una scelta così importante per il futuro e che i nostri figli devono sentirla propria, dal momento che nella scuola scelta trascorreranno cinque anni della loro vita. Allora s iamo andate a visitare i licei della città ...

Ufficio fluido...

e lavoro incauto. Troppo? Oramai tira aria di cambiamento e sognare non fa mai male. Ogni tanto su Fb compare un test, il cui topic è "se avessi potuto scegliere il lavoro dei tuoi sogni, oggi cosa saresti?". Il mio sogno da studentessa era diventare interprete parlamentare; mentre studiavo alla facoltà di lingue mi immaginavo in viaggio, in giro per l'Europa o per il mondo, ovviamente munita di appartamentino a Bruxelles (beata incoscienza), in tailleur durante le sedute del Parlamento europeo, con le cuffie e il microfono, in cabina e magari inquadrata nelle riprese di qualche telegiornale internazionale. Insomma, avevo accuratamente immaginato ogni dettaglio, talmente bene che poi non è successo e la mia vita ha preso una piega completamente diversa. Anche da insegnante ho sempre cercato di reinventarmi, uscire dagli schemi, trovare idee e progetti diversi dal solito, non solo per stimolare i miei alunni ma anche per continuare ad avere una motivazione nonostante il pa...

Il piano B

Bene, il dado è tratto. Si parte con il piano B della vita. Con gli ultimi soldi o il premio di uscita, se c'è, si investe: su un viaggio dall'altra parte del mondo, su un master in materie completamente diverse da quelle studiate o sulla creazione da zero di un'azienda online, insomma, su se stessi. Quello che si spera di ottenere, cambiando lavoro e stile di vita, è la libertà di gestire i propri orari, di avere del tempo a disposizione per dedicarsi anche ad altre attività, poter lavorare in qualunque luogo da remoto - anche in settori completamente diversi, mettendo a frutto una passione o una skill trasversale acquisita negli anni, che sia cucinare per 15 persone, organizzare un viaggio itinerante con bambini piccoli o diventare istruttore di qualche disciplina sportiva di cui si è appassionati. E le donne hanno anche in questo hanno fatto da apripista. Il lockdown dovuto al covid ha costretto molte di noi a ripensare all'organizzazione familiare e della vita quoti...

Cambio, ergo sum

L'idea per questo articolo - che nei miei progetti è il primo di una serie (non lunghissima, don't worry)  riguardo alle nuove frontiere del lavoro post covid - mi è venuta in treno, di ritorno da Milano: a fine agosto, con mio marito e mia figlia, siamo andati a vedere il Cenacolo e le nuove costruzioni in zona Isola. A Milano sono nata e torno sempre volentieri e, mentre mio marito non ha molto feeling con la big metropolis, a mia figlia piace molto: la città delle grandi librerie, dei parchi, degli influencer, delle novità. Sarà per questo che alla fine di una giornata di arte e relax che con il lavoro non c'entrava una granché, ho iniziato a riflettere? Milano, come Londra, è il posto in cui tutto accade prima che altrove, si anticipano le tendenze, si aprono nuove prospettive e sembra che tutto possa accadere. Chissà se anche qui, terra dei primi "imbruttiti del fatturato", arriverà il trend, per ora in ascesa soprattutto nel mondo anglosassone, delle grandi ...

E' di moda leggere (finalmente)

Avete presente il programma "Per un pugno di libri"? Vivevo ancora con i miei genitori quando andò in onda la prima edizione e io, puntuale, la domenica pomeriggio mi sedevo in cucina per seguire la sfida tra due squadre di alunni delle scuole superiori sui libri di ogni genere, stile, periodo storico. I ragazzi erano tutti lettori accaniti e negli anni delle prime edizioni del gioco si parlava ovviamente di libri cartacei, nessuna menzione per il formato digitale che ancora non esisteva. Nel giro di poco è tutto cambiato, la smaterializzazione è partita dalla musica - addio alle cassette che si riavvolgevano con il tappo della penna Bic e anche ai cd, originali o masterizzati che fossero - e nel 2000 è ufficialmente nato l'ebook, con il suo device abbinato; all'inizio sembrava la solita moda americana da nerd in cerca di esclusività, poi è arrivato anche in Italia, dove però il libro digitale non ha mai fatto il botto. Anzi, negli ultimi due anni la vendita di libri ...