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Io e la mia signorina

stiamo bene insieme...a giorni alterni. Sperando che Neffa non mi accusi di plagio e che chi mi sta leggendo non si chieda: "ma chi è Neffa?" E allora, eccoci al mare, nel villaggio preferito al Delta del Po, e da due ore sta diluviando su uno dei nostri nove giorni di vacanza. Ma la mia signorina non è in casetta con la sua mamma e il suo papà, è al miniclub e lì è rimasta, in ostaggio dell'acquazzone e della bicicletta a noleggio, che ha voluto per forza usare per coprire la distanza di 3 metri tra lei e il tendone dell'animazione. Eppure quest'anno è stato più difficile, nonostante conoscessimo il posto e il programma, convincerla a partecipare alle attività: si vede che l'età sta portando davvero i cambiamenti di cui tutti i genitori di figli adolescenti che conosco mi hanno sempre parlato con orrore. Qui siamo nel pieno del lamento, arrivato praticamente all'improvviso: quando era piccola, nostra figlia non piangeva mai ed era tutto bellissimo, specia...

Speranza di vacanza

Questo è un anno particolare per affrontare il tema delle vacanze. Mio marito si è sentito fare più di una volta la battuta: "vai anche in ferie, tu che da febbraio sei a casa?", come se noi insegnanti fossimo stati in smart working per finta, io invece sono stata più fortunata (nel senso che ho avuto a che fare con persone che sicuramente lo avranno pensato, ma non hanno avuto il coraggio di dirlo apertamente!). Fermo restando quindi che quest'estate le ferie intese in senso classico - una o due settimane lontano da casa - le faranno in pochi, la mia modesta opinione è che la fase della vacanza più stressante in assoluto sia l'organizzazione: a me piace prendermi per tempo, fare ricerche accurate, scegliere la destinazione, selezionare l'alloggio, cercare altre attività nei paraggi ecc... E prenotare subito, già a marzo, per arrivare a luglio tranquilla - o almeno provarci. Mio marito invece è dell'opinione opposta, quando nostra figlia era piccola e non vol...

Figli unici, tormenti multipli

Dei figli unici si parla sempre con un "ma". E' un bambino socievole,  ma... E' un bambino che sa giocare con gli altri, che sa stare in compagnia, ma...Ma si rapporta solo con adulti, ma non è abituato a condividere i giochi o i suoi spazi con i coetanei, ma pretende le attenzioni su di sé ecc.. Anche delle donne che hanno un solo bambino si dicono cose poco lusinghiere: non vogliono rischiare di rovinare il corpo con ripetute gravidanze, non vogliono fare rinunce o sacrifici, non vogliono una famiglia numerosa che ostacoli la loro carriera.  Come sempre, ogni caso è diverso dall'altro e ogni donna ha i suoi motivi - intimi e personali - per (decidere di) avere un solo figlio, ma il retaggio di una certa mentalità cattolica o di altri tempi, che considerava vera solo una famiglia con due o più figli e la madre di un figlio unico una madre solo a metà, continua ad resistere. Ho visto figli unici molto viziati, che schiacciano i genitori, con le loro continue ri...

Mal di capo

Non inteso come testa, ovviamente, ma come il proprio "superiore". L'uomo che dirige l'ufficio o il team di lavoro secondo regole tutte sue, ispirate al sempiterno sessismo, che nonostante tutti gli sforzi, non tramonta mai. Sembra un film americano che racconta una brutta storia, invece è una situazione molto diffusa anche in Italia, nei grandi contesti come in quelli più piccoli, "familiari". E allora, per provare a combatterlo, bisogna mettere in atto strategie difensive e di attacco e soprattutto scoprire l'importanza della sorellanza autentica, che consente di sostenersi tra colleghe. Ma quali sono i comportamenti sgradevoli che mettono a disagio sul lavoro? Senza arrivare agli estremi delle molestie sessuali più o meno esplicite, il sessismo può essere messo in atto anche in maniera più sottile ed insidiosa, perché è più difficile poi per la donna dimostrare le cattive intenzioni o gli scopi malevoli del capo (ma può essere anche un collega). Per ...

Nostalgia della scuola

Non da parte mia, ma di mia figlia ovviamente! Che, come tantissimi altri bambini, da un giorno all'altro ha dovuto rinunciare alla sua routine: scuola a tempo pieno, lezioni con le amatissime maestre, tempo con i suoi compagni, mensa e ricreazione in cortile. Per non parlare delle attività pomeridiane, sportive e non, e del tempo "privato", ovvero quello che ha già iniziato a trascorrere in camera sua, lontana dagli occhi indiscreti e invadenti di mamma e papà. Ho già parlato di come la preadolescenza si stia manifestando in casa mia, ma ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. Oltre alle videolezioni - per fortuna ci sono state! - con le quali mia figlia ha ripreso i contatti in una forma che ricordava più o meno quella scolastica, anche i bambini hanno scoperto Zoom o Skype (che neanche io sapevo usare). E così, ogni sera, dopo cena, alle 20.30 scattava l'ora della videochiamata con gli amici, seguita, le prime volte, da qualche pianto. La scuola a questa età non è s...

Multitasking? Ci devo pensare...

Le donne sono multitasking: penso di averlo letto su libri e riviste centinaia di volte. E' noto che le donne riescono a organizzare al minuto ogni momento della loro giornata - e di tutta la famiglia - e contemporaneamente anche a descrivere, raccontare, verbalizzare ciò che accade intorno, o anche dentro di loro (emozioni, impressioni personali ecc.). Questo grazie al molto sviluppato (cioè molto più sviluppato che negli uomini) corpo calloso, parte del cervello che mette in comunicazione l'emisfero sinistro, deputato alla logica e al calcolo, con quello destro, che governa emozioni e creatività. Se gli uomini non sono multitasking, quindi, è colpa della genetica: non è che siano tonti, semplicemente sono meno "evoluti" da quel punto di vista. Eppure questa teoria, diffusa oramai a livello universale, è stata sfatata da un gruppo di studiosi tedeschi, che hanno messo al lavoro due gruppi di volontari, uomini e donne, e hanno osservato che non solo le persone impegn...