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Io e la mia signorina

stiamo bene insieme...a giorni alterni. Sperando che Neffa non mi accusi di plagio e che chi mi sta leggendo non si chieda: "ma chi è Neffa?"
E allora, eccoci al mare, nel villaggio preferito al Delta del Po, e da due ore sta diluviando su uno dei nostri nove giorni di vacanza. Ma la mia signorina non è in casetta con la sua mamma e il suo papà, è al miniclub e lì è rimasta, in ostaggio dell'acquazzone e della bicicletta a noleggio, che ha voluto per forza usare per coprire la distanza di 3 metri tra lei e il tendone dell'animazione. Eppure quest'anno è stato più difficile, nonostante conoscessimo il posto e il programma, convincerla a partecipare alle attività: si vede che l'età sta portando davvero i cambiamenti di cui tutti i genitori di figli adolescenti che conosco mi hanno sempre parlato con orrore. Qui siamo nel pieno del lamento, arrivato praticamente all'improvviso: quando era piccola, nostra figlia non piangeva mai ed era tutto bellissimo, specialmente quello che faceva con i suoi genitori. Ora invece è tutto piccolo, o tutto grande, tutto poco o tutto troppo, troppo vicino, troppo lontano ecc...E poi ci sono le cose che tutti i suoi amici/amiche hanno e lei no, ovviamente: il cellulare ultimo modello che balla e canta (uno che stira non lo inventano mai?), il tablet che ti trasforma nell'ultima star di Tiktok, i vestiti sul sito di e- commerce dove comprano tutte tranne lei, la vacanza fighissima comprensiva di viaggio avventuroso ecc. Nulla di quello che facciamo noi è all'altezza: persino il corso di videomaking appena concluso - costato come una rata del mutuo - è stato classificato come inutile, nonostante abbia portato nuove esperienze e nuove amicizie con ragazzini che arrivavano anche da fuori regione, con i quali anche adesso si sente ogni sera. Grazie, mamma e papà, per avermi offerto questa opportunità? Macché, avremmo potuto fare un'altra settimana al mare. Eppure, se l'anno prossimo me lo chiedesse di nuovo, gliene farei fare un altro, ma per arrivare a realizzare la richiesta, mia figlia dovrebbe prima rendersi conto dell'iniezione di futuro che ha ricevuto (e della quale poi ha anche avuto il coraggio di lamentarsi): per quanto sia piccola, già in seconda media dovrà iniziare ad orientarsi sulle scelte di studio e le competenze digitali saranno fondamentali per le professioni che (r)esisteranno tra 10 anni e più. E già adesso le statistiche dimostrano che tra i millennials sono le ragazze ad essere più connesse, per studiare, informarsi e lavorare ma anche per produrre qualcosa di personale e originale: non solo vlog, blog o canali youtube, ma anche videogiornali, contenuti per riviste online, fotonotizie, piattaforme di scambio di prodotti e servizi e tanto altro. Senza offesa per il solito, inflazionatissimo Tiktok, che da mamma spero tramonti con la stessa velocità con la quale è sorto, la rete è piena di ragazze adolescenti che non si dilettano con balletti imbarazzanti o prove di makeup, ma che sono, al contrario, creative e impegnate. Scienziate in erba che inventano test medici, esperte di moda che mandano messaggi contro il body shaming e invitano tutte le adolescenti ad accettarsi per come si è anche valorizzandosi, ragazze che raccontano la loro esperienza di vittime del cyberbullismo e spiegano come ne sono uscite. Sono tutte adolescenti che difendono il diritto alle differenze di genere come alle pari opportunità, si battono per l'ecologia e per la tecnologia sostenibile, sviluppano app innovative. Devo dire che le trovo forti, mi piacciono e penso che possano essere di ispirazione per le loro coetanee: sono attiviste, militanti, grintose e con il loro operato potrebbero contribuire, negli anni, ad un grosso cambiamento culturale. Allora ogni tanto provo a tirare fuori l'argomento, ma mi sento rispondere:" mamma, sono ancora piccola per queste cose". E poi dalla cameretta (che in realtà è la matrimoniale che abbiamo ceduto qualche anno fa!) si sente partire il tormentone: "Voglia di ballare un raggae in spiaggia..."

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