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Cambio, ergo sum

L'idea per questo articolo - che nei miei progetti è il primo di una serie (non lunghissima, don't worry)  riguardo alle nuove frontiere del lavoro post covid - mi è venuta in treno, di ritorno da Milano: a fine agosto, con mio marito e mia figlia, siamo andati a vedere il Cenacolo e le nuove costruzioni in zona Isola. A Milano sono nata e torno sempre volentieri e, mentre mio marito non ha molto feeling con la big metropolis, a mia figlia piace molto: la città delle grandi librerie, dei parchi, degli influencer, delle novità. Sarà per questo che alla fine di una giornata di arte e relax che con il lavoro non c'entrava una granché, ho iniziato a riflettere? Milano, come Londra, è il posto in cui tutto accade prima che altrove, si anticipano le tendenze, si aprono nuove prospettive e sembra che tutto possa accadere. Chissà se anche qui, terra dei primi "imbruttiti del fatturato", arriverà il trend, per ora in ascesa soprattutto nel mondo anglosassone, delle grandi ...

E' di moda leggere (finalmente)

Avete presente il programma "Per un pugno di libri"? Vivevo ancora con i miei genitori quando andò in onda la prima edizione e io, puntuale, la domenica pomeriggio mi sedevo in cucina per seguire la sfida tra due squadre di alunni delle scuole superiori sui libri di ogni genere, stile, periodo storico. I ragazzi erano tutti lettori accaniti e negli anni delle prime edizioni del gioco si parlava ovviamente di libri cartacei, nessuna menzione per il formato digitale che ancora non esisteva. Nel giro di poco è tutto cambiato, la smaterializzazione è partita dalla musica - addio alle cassette che si riavvolgevano con il tappo della penna Bic e anche ai cd, originali o masterizzati che fossero - e nel 2000 è ufficialmente nato l'ebook, con il suo device abbinato; all'inizio sembrava la solita moda americana da nerd in cerca di esclusività, poi è arrivato anche in Italia, dove però il libro digitale non ha mai fatto il botto. Anzi, negli ultimi due anni la vendita di libri ...

Estate incauta, parte 2

Chi mi segue su Fb sa a cosa mi riferisco quando parlo di estate "incauta": si tratta ovviamente di un commento fatto da mia figlia una sera che eravamo fuori insieme a fare apericena e con mio marito programmavamo finalmente qualche uscita e qualche gita fuori porta in più. E lei è intervenuta dicendo che sì, era contenta di avere dei genitori così pieni di iniziativa e di venire con noi, ma che ci avrebbe voluti un pò più cauti. Noi l'abbiamo accontentata subito andando a Possagno la domenica successiva, a visitare la gipsoteca di Canova sotto un sole cocente e da allora, ogni volta che siamo usciti per andare a fare un giro in centro, a bere una birra o a fare un aperitivo, in spiaggetta o in pizzeria, abbiamo ribattezzato l'occasione "estate incauta". Dieci giorni fa non vedevamo l'ora di partire, per cambiare aria, liberarci dagli orari serrati e dagli impegni, riempire il nostro tempo di pause e fare insieme esperienze di famiglia. Non siamo certo ...

Un anno di "viaggetti"

Nei mesi scorsi sui social mi sono capitati spessissimo davanti agli occhi post di persone più o meno giovani che raccontavano di aver ripreso a viaggiare in lungo e in largo e io, con gli occhi fuori dalle orbite, guardando video di luoghi bellissimi ovunque nel mondo, mi sono chiesta più volte "se non ora, quando?" e contemporaneamente "ma sarà il caso, ora?". L'eccesso di prudenza, il timore di ritrovarci positivi e dover fare la quarantena via da casa e di fermare tutte le varie attività di lavoro, scuola ecc... e, non ultima, la paura di stare male ci hanno indotti a ridurre notevolmente i "viaggi". Non che prima ci dessimo alla pazza gioia: non abbiamo mai affrontato voli di 14 ore per andare oltreoceano né al mare d'inverno, la nostra ultima volta all'estero è stata a Vienna ad agosto del 2019 (viaggio di cui persino mia figlia dice di conservare dei bellissimi ricordi nonostante le otto ore di treno da Venezia), ma alla prima occasione ...

Le guerriere dei tempi moderni

Vediamo un pò chi sono. Le protagoniste dei nuovi romanzi dedicati alle millennials? No. Quelle delle serie Tv? No. Le imprenditrici che creano occupazione femminile senza che la maternità sia un problema? No. Le guerriere dei tempi moderni si trovano sui social - che novità - e sono le guru del fitness. Donne che praticano attività fisica di qualsiasi tipo tutto l'anno, anche all'esterno, col freddo e col caldo, con la pandemia, con il distanziamento, ma soprattutto con la capacità, innata o appresa, di mettere in secondo piano le esigenze di lavoro/ marito/ figli/genitori e di dare la priorità al proprio benessere fisico, facendone anche un fiorente business. Alcune di loro hanno abbondantemente superato gli anta, come la nonna settantenne americana che ha iniziato a fare ginnastica per combattere la pressione alta, l'osteoporosi e i problemi cardiocircolatori di cui soffriva e adesso  è seguitissima su Ig, dove posta reel motivazionali per altre donne della sua età e non...

Con la moda circolare il cerchio non si chiude

"Mamma, ordiniamo?" Questa innocente domanda, con verbo al plurale, mi è stata posta più volte da mia figlia non al ristorante ma a proposito del carrello di abiti, piuttosto pieno, su una nota piattaforma cinese onnivendola, al cui fascino cedono non solo le ragazzine - banalmente causa influencer - ma anche donne adulte, più o meno giovani, a giudicare dai numerosi gruppi Fb in cui si sprecano le immagini di outfit acquistati sul famoso sito e-commerce d'oltreoceano . E non si parla solo di vestiti, ma anche di accessori, borse, "gioielli", articoli per la casa. Il motivo di tanto ardore? Oltre alle varie mode del momento, i prezzi. Bassissimi. Costumi da bagno a partire da cinque euro, abiti da sera a dodici euro, collanine a due euro; certo, esistono anche articoli più costosi, ma sono pochi e raramente superano i trenta euro. Le scarpe, che meriterebbero un discorso a parte, nelle recensioni sono definite "comodissime" e costano diciannove euro (p...