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Estate incauta, parte 2

Chi mi segue su Fb sa a cosa mi riferisco quando parlo di estate "incauta": si tratta ovviamente di un commento fatto da mia figlia una sera che eravamo fuori insieme a fare apericena e con mio marito programmavamo finalmente qualche uscita e qualche gita fuori porta in più. E lei è intervenuta dicendo che sì, era contenta di avere dei genitori così pieni di iniziativa e di venire con noi, ma che ci avrebbe voluti un pò più cauti. Noi l'abbiamo accontentata subito andando a Possagno la domenica successiva, a visitare la gipsoteca di Canova sotto un sole cocente e da allora, ogni volta che siamo usciti per andare a fare un giro in centro, a bere una birra o a fare un aperitivo, in spiaggetta o in pizzeria, abbiamo ribattezzato l'occasione "estate incauta". Dieci giorni fa non vedevamo l'ora di partire, per cambiare aria, liberarci dagli orari serrati e dagli impegni, riempire il nostro tempo di pause e fare insieme esperienze di famiglia. Non siamo certo andati dall'altra parte del mondo (anche se a me sarebbe piaciuto), siamo rimasti in Italia e finalmente, dopo due anni di rinvii, abbiamo passato una settimana in Liguria, alle Cinque terre. Una vacanza che è andata anche oltre le mie aspettative, per la bellezza dei posti e lo spirito con cui l'abbiamo vissuta tutti e tre, senza strafare, senza farsi sopraffare dall'ansia di  voler fare tutto a tutti i costi. Non abbiamo camminato sui sentieri - faceva troppo caldo e un paio di tratti sono ancora chiusi per manutenzione - ma salendo e scendendo dai treni abbiamo fatto il bagno dovunque ci fosse un accesso al mare, vero, profondo, blu: un mare di cui ho sentito tanto la mancanza, pur apprezzando il Delta del Po, e di cui ho nostalgia adesso che sono tornata in città. Lo stile di vita è così semplice in vacanza...eravamo in un piccolo appartamento al quinto piano a Deiva Marina - i palazzi sono tutti altissimi, non ne vedevo così da anni, è proprio una tipica località di vacanza - vista mare ovviamente e comodissimo sia alle spiagge che alla stazione ferroviaria; facile e veloce da pulire, fresco di notte, fornito di tutto ciò che serve in vacanza, nulla di superfluo o complicato. La vita da spiaggia, che mia figlia ama ma mio marito no, alla fine ha convinto anche lui e abbiamo passato intere giornate al mare o spostandoci nei centri vicini, altrettanto frequentati da coppie di ogni età, turisti di varie nazionalità, famiglie con bambini piccoli o comitive di ragazzi, tutti attratti dall'acqua bellissima, anche se non sempre facile da raggiungere, e disposti a muoversi e spostarsi nonostante le temperature alte e il sovraffollamento delle stradine e dei treni. Abbiamo mangiato piatti tipici di terra e di mare, il pesto è stato il must have dei menù per mia figlia e il pesce per noi, crudo e cotto, in locande tipiche e una volta anche in un ristorante a bordo piscina, che ci siamo concessi come ulteriore regalo (e devo dire che non ce ne siamo pentiti). E finalmente, abbiamo avuto la possibilità di tornare ad una vecchia ma sana e bella abitudine: sulla strada per il mare, fermarci a metà percorso per visitare città non conosciute o viste solo di passaggio. Io ho parecchio da recuperare in questo senso, quando ero ragazzina ho vissuto soprattutto il mare e le isole del sud, quindi i miei ricordi "geografici" della penisola sono piuttosto essenziali. Quest'anno ci siamo fermati a Parma all'andata e a Modena al ritorno, con la promessa di tornare in entrambe perché c'è molto da fare e da vedere, ma in un periodo meno caldo - in particolare a Parma, città ideale per chi fa studi musicali e ama l'architettura gotica ma da cui bisogna fuggire d'estate: la temperatura percepita era da bollito misto. Mi è toccata anche una visita al museo di Don Camillo e Peppone a Brescello (era anche pieno), ma si sa che quando non si viaggia da soli bisogna cercare di accontentare le richieste di tutti, bambini grandi e piccoli, specie se sono sulla strada e non comportano chissà che deviazioni. Modena invece è più fresca e godibile, le caratteristiche facciate dei palazzi sono tutte colorate (e perfette per le storie su IG), le persone sono gentili e il cibo buonissimo; se ci passate, vi consiglio di fare un salto al mercato alimentare coperto, un vero angolo della cuccagna, con prodotti freschi e confezionati tipici emiliani, compresi aceto e vini di ogni tipo e gli immancabili salumi (accompagnati dallo gnocco fritto, un concentrato di gusto ma anche una bomba calorica, meglio tenerlo come piatto unico!). Anche perché finora ho fatto l'apologia del mare ma credo si sia capito che ho approfittato della vacanza in posti per me nuovi per assaggiare cibi e mangiare senza pensarci troppo su, dove "su" è la parola chiave. E mentre sono qui che penso a come fare per prolungare i benefici delle ferie, in particolare mantenere l'abbronzatura il più a lungo possibile e anche continuare a camminare un'ora al giorno, i buoni propositi a tema detox si (ri)sprecano, soprattutto leggendo le solite riviste femminili che a questo punto dell'estate non sanno se consigliare prodotti e trattamenti per il prima o il dopo vacanze. Io invece ho voglia di sentirmi ancora "durante". Si ricomincia. Stasera si esce. Estate incauta, parte 3.


Commenti

  1. Tua figlia è ancora contenta di venire con voi? La mia (seconda superiore) non vuole più venire via con noi e mi ha chiesto addirittura di andare al mare in giornata con la ragazza di ripetizioni....sarò ottusa io ma non mi sono fidata, non perchè non abbia stima della collega ma perchè è una persona senza figli che determinate dinamiche non le conosce, perchè non le ha passate. Mi è bastato vederla tornare dalla piscina con un bambino color aragosta ''ma scusa non gli hai messo la protezione??'' le chiedo '' ah ma io non mi brucio'' è stata la risposta....come se fosse uguale essere un bambino biondo di 10 anni o una donna mora di trenta.

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